Il posto fisso

by Federica

Questo articolo è ispirato a fatti realmente accaduti.

Bellissima presenza: capelli neri, lunghi e lucidi, occhi verdi, grandi e sognanti, ma, soprattutto, un’ecopelliccia super figa e una gran voglia di chiacchierare.
Le prime cose che mi hanno colpito di Rossella, quando l’ho conosciuta, qualche sabato fa.
Al secondo bicchiere di uno Chardonnay dal profumo della libertà, seppur vigilata, di un timido aperitivo in zona gialla, la sua dichiarazione, a metà strada tra la preoccupazione, molto precoce, di una trentenne in cerca di una storia d’amore che stenta ad arrivare e la voglia di sdrammatizzare, per non farsene un vero trip mentale:

“Visto che ho appena ottenuto un post fisso nel lavoro, mi chiedevo come si faccia ad ottenerlo anche nella vita di un uomo, perché mi mollano tutti dopo i primi incontri”.

Dopo aver preso in attenta rassegna tutti i comportamenti più o meno consci che è solita mettere in atto al primo appuntamento, partendo dall’analisi del suo grado di igiene intima, fino al check di una dignitosa conoscenza della lingua italiana, avendo appurato il fatto che, solitamente, non si conceda proprio subito subito, ma, tendenzialmente, aspetti quantomeno il messaggio “del giorno dopo” (la strategia tutta femminile femminile più sgamata dall’alba di tutti i tempi, retaggio di un passato in cui avevamo fermamente creduto che ciò costituisse condizione necessaria a renderci interessanti agli occhi della persona che tentavamo di conquistare), il gruppo di ascolto del timido aperitivo di un sabato qualunque in zona gialla ha decretato che il soggetto in questione non dovrebbe presentare gravi problemi, almeno apparentemente. 😄

Cosa spinge, dunque, una donna giovane, bella ed entusiasta per il suo nuovo lavoro a cercare per forza qualcosa che non vada in sé, solo perché gli uomini che ha incontrato finora le abbiano proposto solo contratti “a progetto”?

Quanto la ricerca del posto fisso e, soprattutto, la sensazione che “il tempo stia per scadere”, incide sulle nostre scelte, precludendoci spesso la possibilità di sentirci felici e, soprattutto, adeguate e a nostro agio nella nostra vita e all’interno della società, senza sentire l’impellente esigenza di trovare a tutti i costi l’altra “metà della mela”?

Forse sarebbe un gran successo personale riuscire a sentirci “mele intere”, a prescindere dalla presenza al nostro fianco dell’anima gemella o di qualcuno che ci siamo fissate debba per forza assomigliarle, per poterci godere quello che di bello ci accade e, soprattutto, quello che di bello riusciamo a costruire. Anche “da sole”.

Credo fermamente che, per affermare la nostra essenza di donne, basterebbe esattamente questo cambio di paradigma mentale, che, nonostante apparentemente superato, temo sia ancora invece molto radicato.

Donne libere, senza dover necessariamente passare per il free bleeding e le polemiche sul catcalling. Donne che si bastano, condizione necessaria, peraltro, anche per un giusto equilibrio all’interno di una coppia.

Perché è la cosa più naturale del mondo desiderare di poter amare ed essere amate, ma, a volte, la fretta “di sistemarci” non solo è decisamente una cattiva consigliera, ma ci distoglie dall’unico vero obiettivo che dovrebbe accompagnare ciascuna di noi, costantemente: noi stesse.

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5 comments

Sara Aprile 9, 2021 - 8:21 pm

Aspettiamo il libro!

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Beatrice cucinella Aprile 9, 2021 - 8:55 pm

Tanta verità in un solo racconto.
Capisco la donna che comincia a mettersi in dubbio se alla centesima storiella “da una botta e via” pensa di non aver lasciato il segno nella vita di un uomo, almeno a tal punto da concederle una seconda serata. Ma é altrettanto vero che bastarsi e amarsi per quello che si é, é il primo vero passo per una bellissima storia d’amore con se stessi e.. chissà.. forse anche con l’altra metà della mela. Cara Rossella, arriverà quello giusto!

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Claudio Aprile 9, 2021 - 10:36 pm

Grande Fede! Sei la migliore ♥️

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Federica Aprile 10, 2021 - 7:54 am

E se il frutto in questione fosse sbagliato?
Ricerchiamo la “metá della mela” quando forse una pera o una banana fanno piú al caso nostro! …
Tutta questione di “momenti di vita”.
Grazie Fede per questa lettura, spunti e riflessioni sempre a galla❤️

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Marzia Aprile 11, 2021 - 6:08 am

Bellissimo! Io comunque attendo un libro da divorare come questi scritti ❤️

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