Inchiostro su pellicola – La Grazia

by Federica

I film di Sorrentino non hanno un inizio e soprattutto non hanno una fine.
Rappresentano la celebrazione perpetua della complessità dell’animo umano e della profonda mistificazione della realtà che proviene dai magistrali artifizi della nostra mente.
La Grazia racconta di un uomo grande che si dimostra un grande uomo nonostante le sue debolezze e le sue esitazioni, anzi, proprio attraverso queste.
La storia di un Presidente della Repubblica immaginario (meravigliosamente interpretato da Toni Servillo), giurista cattolico e democristiano – di estrazione politica e di indole – che, durante gli ultimi mesi del suo incarico, è chiamato a prendere decisioni su tematiche divisive, come l’eutanasia, e a posizionarsi di fronte a due reati penali, con la possibilità di concedere la grazia ai due “reo confesso”.
Ma che cos’è la grazia?
“La grazia è la bellezza del dubbio” ed è proprio intorno al dubbio che si costruisce la narrativa potente e introspettiva del protagonista, legata anche alle sue vicende personali.
A pochi anni dalla morte della sua amatissima moglie sembra, infatti, sempre più attanagliato dal sospetto che lo ossessiona, circa l’identità della persona con cui, quarant’anni prima, lei lo avrebbe tradito.
Ma quanto è utile la verità? Quanta parte della verità siamo disposti davvero a conoscere perché il resto della nostra vita non sia per sempre, irrimediabilmente segnato?
“Lei attribuisce troppa importanza alla verità” , una delle citazione più enigmatiche del film.
Il rapporto nutriente con la figlia, che lo guida nella risposta ad un grosso interrogativo: “Di chi sono i giorni nostri?” e che gli insegna che la giustizia è un affare intimo, che si compie tra la gente, lontano dai manuali di diritto.
Alla firma inconfondibile del regista contribuisce l’estetica sofisticata, nostalgica, in cui si inseriscono tratti pop (la presenza, quasi fuori contesto, di un personaggio come Guè lo testimonia), alla ricerca di un’eleganza, ma al tempo stesso di una leggerezza, che, in un mix di contrasti emotivi, caratterizzano le sue pellicole.

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