In epoca di guerra, la pace diventa un concetto assoluto.
Ha senso fare la pace, a qualsiasi costo.
Facciamo la pace con il passato che non ritorna, con quello che ritorna ma farebbe meglio a starsene al posto suo, col presente che ci dà corsi da seguire, col futuro che ci dà esami da sostenere, che in mezzo c’è la vita, semplicemente.
Facciamo la pace con i limiti che abbiamo superato, con molta fatica, e con quelli che non supereremo mai e va bene così.
Facciamo la pace con le persone che purtroppo cambiano, con quelle che purtroppo non cambiano, con le persone che ci hanno deluso al punto da dovercene fare una ragione.
Facciamo la pace col tempo che passa, con le occasioni perse, con le decisioni prese e con quelle che ancora non abbiamo il coraggio di prendere, che tanto lo sappiamo che prima o poi ci tocca.
Con tutto ciò che è fuori dalla nostra portata, fuori dal nostro controllo.
Facciamo la pace con la perfezione che non esiste e con le emozioni che possono farci del male, ma senza sai che noia!
Facciamo la pace con i “mai più” che poi diventano “qualche altra volta”, con le diete mai iniziate, con i libri mai finiti, con l’aiuto che non sappiamo chiedere e con quello che riusciamo a dare, a modo nostro.
Facciamo la pace con i bastoni tra le ruote, con il buon viso, ma soprattutto col cattivo gioco, col senno di poi, che a volte si fa un po’ attendere.
Facciamo la pace con chi non ci chiede di fare la pace.
❤️
